C'è Speranza e speranza

La speranza è una virtù teologale, non un sentimento: per accoglierla bisogna prima fare memoria delle proprie delusioni

Le fondamenta del percorso: la speranza cristiana supera sempre l’ipotesi umana — le donne vanno al sepolcro sperando soltanto che qualcuno rotoli la pietra, e trovano Cristo risorto — e sant’Agostino distingue chi ha perso la speranza, condizione rimediabile, da chi ne ha una senza fondamento, che diventa ideologia e pretesa. Poiché la speranza non trova mai un cuore vuoto ma già pieno di attese orizzontali, il primo passo è fare memoria delle proprie delusioni: ogni delusione rivela un’illusione precedente, e le illusioni sono quasi sempre paure travestite da desiderio. [Read More]

La Speranza che non delude

Non «andrà tutto bene» ma «andrà tutto secondo Provvidenza»: sperare è un atto che impegna la volontà

Perché san Paolo può dire che la speranza non delude? Perché non è attesa passiva di un esito prefissato ma fiducia nella Provvidenza — non «andrà tutto bene» ma «andrà tutto secondo provvidenza» — e la croce è lo strumento ordinario con cui Dio frantuma le nostre aspettative per salvarci. Di conseguenza sperare impegna la volontà: chi spera si mette dove la cosa sperata può accadere. Segue la diagnosi di una patologia della volontà, orientata all’appagamento immediato e incapace di perseguire, che è la vera radice della disperazione contemporanea. [Read More]

Ognuno di noi è un momento di Dio

Novena Immacolata "Ave Maria...", II serata

Fra Paolo Guerrini medita sulla Visitazione e sul Magnificat: Maria, gravida del Verbo e portata dal Figlio, incontra Elisabetta in un abbraccio tra Antico e Nuovo Testamento, rivelando la profezia della vita iscritta nel grembo delle donne; il suo canto, nato dallo stupore di aver capito Dio, proclama lo scandalo della speranza che attraversa l’evidenza, capovolge la storia puntando sui piccoli e chiama il credente a generare il futuro con mani giunte e maniche rimboccate, ricordando la misericordia di Dio nei volti concreti che squarciano il cielo. [Read More]

La disperazione e la sua utilità

Accidia, lussuria e presunzione spengono la speranza; il crollo delle false speranze è un’occasione, non una disgrazia

La disperazione non è sempre un male: quando la speranza era senza fondamento, essa diventa il momento della verità e perciò della salvezza. La sua origine è l’oblio della promessa, di una generazione che ha dimenticato le promesse del proprio battesimo e vi ha sostituito il comfort e la tecnica. Tre sono i nemici della speranza: l’accidia, la lussuria e la presunzione, nella doppia forma del bastare a se stessi e del pretendere la salvezza senza conversione. Il capovolgimento finale: quando una domanda non trova risposta, non è la risposta che manca, è la domanda a essere sbagliata. [Read More]

Come rinasce la speranza

La speranza nasce come un seme: otto luoghi in cui Dio fa irruzione, e il ritorno a quella prima intuizione

La parte costruttiva del percorso: la speranza nasce come un seme, dall’annuncio di un’opera di Dio, e va custodita perché possa germogliare. Otto i luoghi tipici in cui questa prima intuizione si genera — gli affetti familiari, i maestri incontrati, i sogni dell’infanzia, i sacramenti ricevuti, letture e film rimasti nell’immaginario, i lutti e le prove, i passaggi di crescita, gli interventi espliciti della grazia — e quella intuizione funziona poi come un DNA con cui tutta l’esistenza deve restare coerente. Perciò la speranza rinasce tornando alla memoria del momento originale e ricominciando a camminare secondo quella parola. [Read More]

Come cresce la speranza

Da Rm 5: tribolazione, pazienza e virtù provata. Provvidenza, promesse ricevute ed esempi dei santi alimentano la speranza

L’itinerario di Romani 5: tribolazione, pazienza, virtù provata, speranza. La thlipsis, l’essere messi allo stretto, insegna la hypomoné, lo stare sotto senza scappare; lo stare produce esperienza, e l’esperienza genera una prospettiva affidabile, quella di chi può dire a un altro «ci sono passato anch’io, vedrai che passa». Tre canali alimentano la speranza: l’esperienza della Provvidenza, la memoria delle promesse ricevute nei sacramenti e gli esempi dei santi. Resta però una condizione irriducibile: la porta della speranza si apre solo dall’interno. [Read More]

Il deserto dei Tartari

Trent'anni alla Fortezza Bastiani ad aspettare i Tartari: l'attesa che diventa abitudine e l'ultima battaglia combattuta da solo, in una locanda

Il tenente Giovanni Drogo raggiunge la Fortezza Bastiani convinto di fermarsi quattro mesi e vi consuma invece trent’anni ad aspettare i Tartari che non arrivano mai: cronaca implacabile dell’attesa che diventa abitudine e della giovinezza spesa in giorni tutti uguali, fino all’ultima battaglia — quella con la morte — combattuta da solo nella camera di una locanda, e vinta. [Read More]

I sette messaggeri

Più il viaggio avanza, più i messi tardano e la patria si allontana: ma verso la meta improbabile il cielo irraggia una luce insolita

Un principe parte per raggiungere i confini del regno di suo padre e manda sette cavalieri a fare la spola con la capitale: più avanza, più il loro ritorno si dilata, finché il legame con la casa d’origine si spezza e cresce il sospetto che la frontiera non esista; eppure l’ansia della sera non è più rimpianto ma impazienza di conoscere le terre ignote, verso cui il cielo irraggia una luce insolita. [Read More]
Categories: novelle  Tags: viaggio  confine  attesa  tempo  distanza  morte  speranza