Su un treno lanciato verso una destinazione favolosa che non ha il coraggio di nominare, il narratore perde a ogni stazione qualcosa — l’affare, l’amore di Rosanna, la festa preparata per lui, la madre rannicchiata nella sala d’aspetto sotto la neve — e quando i vagoni si svuotano e si gelano resta la domanda se valesse la pena fuggire con tanta furia dai luoghi e dalle persone amate.
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