Fra Paolo Guerrini legge i Magi come l’onda lunga dell’Annunciazione: pellegrini dell’assoluto che, pur ricchi, sanno innalzare lo sguardo e mettersi in cammino dietro una luce che cammina, contro la sedentarietà degli scribi che studiano la Parola ma non partono. A Betlemme, casa del pane e casa del silenzio, trovano il tutto nella briciola di un bambino e adorano tacendo, imparando che Dio non si impone ma si desidera, e che si offre ciò che si è più di ciò che si ha. Anche il loro cammino è pieno di errori e di smarrimenti — la stella appare, scompare e riappare —, ma non si arrendono: ritrovata la stella e con essa la gioia, tornano per un’altra strada, abitati da ciò che hanno vissuto.
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La memoria del cuore
Novena Immacolata "Ave Maria...", V serata
Fra Paolo Guerrini legge il ritrovamento di Gesù nel tempio come la pagina che consola tutte le famiglie: anche quella di Nazaret, santa e profetica, smarrisce il figlio e non comprende le sue parole, perché neanche i santi capiscono i santi. Lo smarrimento dei figli obbliga i genitori a un pellegrinaggio a ritroso — interiore prima che geografico —, e quella ricerca, fatta insieme e senza accusarsi, è la crisi in cui si diventa padri e madri. Di Maria resta l’arte di interrogare e di lasciarsi interrogare, la pazienza del cuore che non pretende risposte immediate e la perseveranza di chi semina sapendo che il raccolto verrà, ma non sa quando.
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