La Speranza che non delude

Non «andrà tutto bene» ma «andrà tutto secondo Provvidenza»: sperare è un atto che impegna la volontà

Perché san Paolo può dire che la speranza non delude? Perché non è attesa passiva di un esito prefissato ma fiducia nella Provvidenza — non «andrà tutto bene» ma «andrà tutto secondo provvidenza» — e la croce è lo strumento ordinario con cui Dio frantuma le nostre aspettative per salvarci. Di conseguenza sperare impegna la volontà: chi spera si mette dove la cosa sperata può accadere. Segue la diagnosi di una patologia della volontà, orientata all’appagamento immediato e incapace di perseguire, che è la vera radice della disperazione contemporanea. [Read More]

Come cresce la speranza

Da Rm 5: tribolazione, pazienza e virtù provata. Provvidenza, promesse ricevute ed esempi dei santi alimentano la speranza

L’itinerario di Romani 5: tribolazione, pazienza, virtù provata, speranza. La thlipsis, l’essere messi allo stretto, insegna la hypomoné, lo stare sotto senza scappare; lo stare produce esperienza, e l’esperienza genera una prospettiva affidabile, quella di chi può dire a un altro «ci sono passato anch’io, vedrai che passa». Tre canali alimentano la speranza: l’esperienza della Provvidenza, la memoria delle promesse ricevute nei sacramenti e gli esempi dei santi. Resta però una condizione irriducibile: la porta della speranza si apre solo dall’interno. [Read More]