La Speranza che non delude

Non «andrà tutto bene» ma «andrà tutto secondo Provvidenza»: sperare è un atto che impegna la volontà

Perché san Paolo può dire che la speranza non delude? Perché non è attesa passiva di un esito prefissato ma fiducia nella Provvidenza — non «andrà tutto bene» ma «andrà tutto secondo provvidenza» — e la croce è lo strumento ordinario con cui Dio frantuma le nostre aspettative per salvarci. Di conseguenza sperare impegna la volontà: chi spera si mette dove la cosa sperata può accadere. Segue la diagnosi di una patologia della volontà, orientata all’appagamento immediato e incapace di perseguire, che è la vera radice della disperazione contemporanea. [Read More]

La disperazione e la sua utilità

Accidia, lussuria e presunzione spengono la speranza; il crollo delle false speranze è un’occasione, non una disgrazia

La disperazione non è sempre un male: quando la speranza era senza fondamento, essa diventa il momento della verità e perciò della salvezza. La sua origine è l’oblio della promessa, di una generazione che ha dimenticato le promesse del proprio battesimo e vi ha sostituito il comfort e la tecnica. Tre sono i nemici della speranza: l’accidia, la lussuria e la presunzione, nella doppia forma del bastare a se stessi e del pretendere la salvezza senza conversione. Il capovolgimento finale: quando una domanda non trova risposta, non è la risposta che manca, è la domanda a essere sbagliata. [Read More]