C'è Speranza e speranza

La speranza è una virtù teologale, non un sentimento: per accoglierla bisogna prima fare memoria delle proprie delusioni

Le fondamenta del percorso: la speranza cristiana supera sempre l’ipotesi umana — le donne vanno al sepolcro sperando soltanto che qualcuno rotoli la pietra, e trovano Cristo risorto — e sant’Agostino distingue chi ha perso la speranza, condizione rimediabile, da chi ne ha una senza fondamento, che diventa ideologia e pretesa. Poiché la speranza non trova mai un cuore vuoto ma già pieno di attese orizzontali, il primo passo è fare memoria delle proprie delusioni: ogni delusione rivela un’illusione precedente, e le illusioni sono quasi sempre paure travestite da desiderio. [Read More]

La Speranza che non delude

Non «andrà tutto bene» ma «andrà tutto secondo Provvidenza»: sperare è un atto che impegna la volontà

Perché san Paolo può dire che la speranza non delude? Perché non è attesa passiva di un esito prefissato ma fiducia nella Provvidenza — non «andrà tutto bene» ma «andrà tutto secondo provvidenza» — e la croce è lo strumento ordinario con cui Dio frantuma le nostre aspettative per salvarci. Di conseguenza sperare impegna la volontà: chi spera si mette dove la cosa sperata può accadere. Segue la diagnosi di una patologia della volontà, orientata all’appagamento immediato e incapace di perseguire, che è la vera radice della disperazione contemporanea. [Read More]