C'è Speranza e speranza

La speranza è una virtù teologale, non un sentimento: per accoglierla bisogna prima fare memoria delle proprie delusioni

Le fondamenta del percorso: la speranza cristiana supera sempre l’ipotesi umana — le donne vanno al sepolcro sperando soltanto che qualcuno rotoli la pietra, e trovano Cristo risorto — e sant’Agostino distingue chi ha perso la speranza, condizione rimediabile, da chi ne ha una senza fondamento, che diventa ideologia e pretesa. Poiché la speranza non trova mai un cuore vuoto ma già pieno di attese orizzontali, il primo passo è fare memoria delle proprie delusioni: ogni delusione rivela un’illusione precedente, e le illusioni sono quasi sempre paure travestite da desiderio. [Read More]

Come cresce la speranza

Da Rm 5: tribolazione, pazienza e virtù provata. Provvidenza, promesse ricevute ed esempi dei santi alimentano la speranza

L’itinerario di Romani 5: tribolazione, pazienza, virtù provata, speranza. La thlipsis, l’essere messi allo stretto, insegna la hypomoné, lo stare sotto senza scappare; lo stare produce esperienza, e l’esperienza genera una prospettiva affidabile, quella di chi può dire a un altro «ci sono passato anch’io, vedrai che passa». Tre canali alimentano la speranza: l’esperienza della Provvidenza, la memoria delle promesse ricevute nei sacramenti e gli esempi dei santi. Resta però una condizione irriducibile: la porta della speranza si apre solo dall’interno. [Read More]